Giorno 6
Deba (più o meno – Markina (più o meno)

Giornata particolare quella di oggi, stamattina ho smontato la mia tendina e mi sono messo in cammino molto presto, mi sono fermato dopo qualche km ad un bar e li mi ha raggiunto la mia amica ungherese. Abbiamo fatto un po’ di cammino insieme ma poi lei si é fermata a l’ultimo albergue, dopo, 20 km di assenza di qualsiasi forma di civiltà, io ho deciso di proseguire, avevo visto sulla mia mappa che a una decina di km avrei incontrato una fonte. Quindi oggi mi sono mangiato un bel po’ di km e quasi tutti in solitaria, non ne sono sicuro ma secondo i miei calcoli dovrei aver camminato per circa 25/30 km, molto impegnativi, ho salito è sceso montagne, attraversato boschi fitti e pascoli, vecchie e sdrucciolevoli mulattiere e ripidi sentieri. La mente ha iniziato a farmi domande, come un bambino di due anni che chiede il perché di qualsiasi cosa ai genitori, domande a raffica; perché il fiore é giallo? Perché quel sasso é tondo? Perché il cielo é blu? Perché nuotiamo? Perché nasciamo? E poi al culmine della fatica é successo quello che stavo aspettando. Tutto si é aperto in me e si é mischiato all’universo, la fatica é sparita, niente più dolori, niente più pensieri, le gambe sono diventate leggere, il passo é aumentato e i piedi sapevano dove andare da soli, e allora ho sentito l’erba crescere, la linfa scorrere nelle piante, gli insetti sotto terra scavare gallerie, il respiro del mare. Niente più confini, nessun limite, l’io si é espanso oltre il corpo. É una sensazione stupenda, che purtroppo dura poco, ma sempre di più é sempre più facilmente accade. Alla fine ho raggiunto la mia fontanina, ho montato la tenda, mi sono lavato con l’acqua gelida, ho fatto il bucato e ho cenato. Ora stanco ma sereno vi do la buonanotte. 

…RIMANETE SULLE MIE ORME…

Fernando il Drugo

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